Non ho mai amato molto quelli che prendono posizione così, solo perché l’amico la pensa in un certo modo e allora non lo si vuole contraddire. La cosa è del tutto estendibile anche a chi segue il pastore che porta a pascere le pecore arringandole con strepiti e frasi fatte, quelle che smuovono lo stomaco e i bassi istinti. Sia chiaro, con questo non voglio affermare che chiunque abbracci un preciso ideale è un povero ottuso. Una parte sicuramente sì secondo il mio soggettivo parere, ne è riprova il fatto che ho discusso con tante di quelle persone che magari la pensavano anche come me ma che, a grattare un po’ nel profondo, risultavano desolatamente prive di basi concrete.
Quelli che sono i duri e puri della rivoluzione proletaria ma solo nei finesettimana che non hanno altro da fare, quelli che è inutile opporsi alle caste perché tanto è sempre andata così e tu che ci puoi fare, quelli che boicottano tutto quanto abbia una marca e poi usano abiti nologo senza ricordarsi che pur sempre di marca si tratta, quelli che diventano vegetariani perché di moda, anzi no vegani dato che è così scic, e se tu non l’hai ancora capito sei un povero demente, quelli che tutto ciò che è religione è fumo negli occhi e si rifiutano di pensare a chi prega consapevolmente come una persona che forse si vive la sua intimità senza bisogno di esibirla, quelli che invece all’opposto decidono di diventare cosmici e non mi è ancora chiaro se il buddismo va sempre di moda.
Ecco, io diffido. Rispetto le opinioni con fondamento, mi piace avere scambio di vedute con chi ha delle idee, ma solo se le sa motivare con la sua testa.
Io ho ricevuto una blanda educazione cattolica: battesimo, catechismo utile più che altro per socializzare (anche se poi chi li ha più visti, per quel che ne so potrebbero anche essere diventati terroristi, e uno forse lo è), ora di religione a scuola sfruttata come interessante spunto per discussioni d’attualità su politica, etica e sociale. Non mi ritengo una credente, non ho un’opinione in merito e non mi interessa molto averla, l’oppio dei poveri a volte ho come l'impressione che sia peggio dell'eroina e il clero è agli antipodi del credo.
Precludersi il dialogo solo perché l’interlocutore è un uomo di chiesa ergo bigotto e impossibilitato a sostenere una discussione produttiva la trovo una cosa parecchio sciocca ed infantile. Anche perché si rischia di perdersi la paradossale immagine di un prete che se la ride di gusto dopo averti raccontato una delle barzellette più sottilmente sarcastiche che tu abbia mai sentito sul clero, effetto amplificato dal fatto che il narratore è addentro nell'ambiente:
La Trinità decide di farsi un giretto sulla terra per svagarsi un po'.
Dio: “Vorrei andare in Africa, in fondo è la madre della mondo ed è parecchio che non la vedo”
Cristo: “A me piacerebbe la Palestina, ho un po’ di nostalgia”
Spirito Santo: “Perché non andiamo a Roma? Non ci sono mai stato!”
C'è ancora speranza.
Quelli che sono i duri e puri della rivoluzione proletaria ma solo nei finesettimana che non hanno altro da fare, quelli che è inutile opporsi alle caste perché tanto è sempre andata così e tu che ci puoi fare, quelli che boicottano tutto quanto abbia una marca e poi usano abiti nologo senza ricordarsi che pur sempre di marca si tratta, quelli che diventano vegetariani perché di moda, anzi no vegani dato che è così scic, e se tu non l’hai ancora capito sei un povero demente, quelli che tutto ciò che è religione è fumo negli occhi e si rifiutano di pensare a chi prega consapevolmente come una persona che forse si vive la sua intimità senza bisogno di esibirla, quelli che invece all’opposto decidono di diventare cosmici e non mi è ancora chiaro se il buddismo va sempre di moda.
Ecco, io diffido. Rispetto le opinioni con fondamento, mi piace avere scambio di vedute con chi ha delle idee, ma solo se le sa motivare con la sua testa.
Io ho ricevuto una blanda educazione cattolica: battesimo, catechismo utile più che altro per socializzare (anche se poi chi li ha più visti, per quel che ne so potrebbero anche essere diventati terroristi, e uno forse lo è), ora di religione a scuola sfruttata come interessante spunto per discussioni d’attualità su politica, etica e sociale. Non mi ritengo una credente, non ho un’opinione in merito e non mi interessa molto averla, l’oppio dei poveri a volte ho come l'impressione che sia peggio dell'eroina e il clero è agli antipodi del credo.
Precludersi il dialogo solo perché l’interlocutore è un uomo di chiesa ergo bigotto e impossibilitato a sostenere una discussione produttiva la trovo una cosa parecchio sciocca ed infantile. Anche perché si rischia di perdersi la paradossale immagine di un prete che se la ride di gusto dopo averti raccontato una delle barzellette più sottilmente sarcastiche che tu abbia mai sentito sul clero, effetto amplificato dal fatto che il narratore è addentro nell'ambiente:
La Trinità decide di farsi un giretto sulla terra per svagarsi un po'.
Dio: “Vorrei andare in Africa, in fondo è la madre della mondo ed è parecchio che non la vedo”
Cristo: “A me piacerebbe la Palestina, ho un po’ di nostalgia”
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lavato, stirato, piegato e riposto in:considerazioni personali
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