Ognuno fa il suo lavoro, per carità, e io sono l'ultima persona che intende nuocere a chi fa il suo dovere. Però i venditori che ti chiamano a casa all'ora di cena, quelli che girano porta a porta e che invadono il corso dei tuoi pensieri lungo il cammino per richiamare con maleducata invadenza la tua attenzione no, non hanno scusanti.
Esempio esplicativo.
Dove: festa che tutti chiamano ancora dell'unità ma che, secondo le nuove direttive, è del pd; io resto attaccata alle tradizioni perché a volte sono restia ai cambiamenti e mi cullo nella tradizione bevendo vinello con gli alpini.
Come: panchetta traballante fuori da postazione fissa dove sverno dalle 20 a mezzanotte circa, di fronte il baracchino tentatore di frittelle e crepes, accanto lo stand di quell'abnorme spreco di soldi che in tanti decantano ma che in soldoni è pur sempre un raccatta-polvere.
Quando: ieri sera.
Chi: io, compari di postazione, venditori di raccatta-polvere e flusso di amena umanità; in particolare spicca tra i venditori la giovane promessa del convicimento dal sorriso facile e dalla verve d'osteria, per gli amici Mister Panzone Simpaticone.
Perché: pare ci sia sempre un perché anche se a volte è sfuggente, certo è che la mente ristretta di certe battute ammiccanti e boccaccesche alla vanzina mi perplime ogni volta di più.
Scena prima: io e compari arriviamo, parcheggiamo il mezzo e apriamo la postazione. Sono impegnata a fissare le cerniere del tendone quando un'ombra minacciosa oscura l'orizzonte.
Mister Panzone Simpaticone: "Complimenti!"
Ossimorosa (porcona con discrezione perché i velcri si sono del tutto incastrati): "?!?"
Mister Panzone Simpaticone (cerca di trattenere l'anguria che ha sul davanti erigendosi in tutta la sua massiccia altezza): "Dopo vengo a farmi un giro qui, la situazione pare interessante"
Ossimorosa (continua a porconare sottovoce): "Zeus dammi la forza"
Scena seconda: coppia fashion, lui dal capello leccato lei dai tacchi a spillo (perché i tacchi a spillo in mezzo alla ghiaia di una festa popolare, perché diobono, perché?), si avvicina con passo dondolante e dolorante.
Mister Panzone Simpaticone (occhiolino e gomitata all'imberbe collega): "Guarda guarda, arriva una fata! Fermi che ho la bacchetta magica"
Tacchi A Spillo: "Hihihi"
Capello Leccato: "Uh?"
Mister Panzone Simpaticone (assume aria professionale ma continua ad alludere): "Un bel regalo alla meravigliosa creatura, vi dimostro come si fa a farlo funzionare..."
Tacchi A Spillo: "Hai sentito tesoruccio? Che galante! Hihih"
Capello Leccato (si allontana inesorabile richiamato dal profumo di frittelle): "Uh!"
Scena terza: seduta sulla panchetta in discesa, osservo l'andirivieni con gli occhi saputi di chi digerisce un piatto di casoncelli e uno di verdure grigliate. Il peperone mi sussurra dolcemente.
Mister Panzone Simpaticone (parla con l'imberbe collega a voce troppo alta per una discussione privata): "Ah che mal di schiena, mi ci vorrebbe proprio una controllatina!"
Ossimorosa (sbadiglia e si rivolge al compare di postazione): "Che ora è?"
Mister Panzone Simpaticone (facendo il verso): "Ah che stanchezza stasera"
Compare Di Postazione (prende lievemente per il culo sogghignando): "Mi sa che parla con te"
Ossimorosa: "E' giunta l'ora di andare al bagno"
Scena quarta: la gente se ne va alla chetichella, la musica si abbassa, nessuno gira più con pane e salamina in mano, ci prepariamo a chiudere la postazione e tornare a casa.
Mister Panzone Simpaticone (parla con l'imberbe collega ancora a voce troppo alta): "Eh peccato che si chiude già, la notte è piccola e la si può sfruttare in mille modi..."
Imberbe Collega (smanetta al cellulare): "Mrgh"
Mister Panzone Simpaticone: "Ma questi qui a lato cambiano tutte le sere, chissà se torna qualcuno che c'è già stato. Ehi! (rivolgendosi al compare di postazione) come vi organizzate nei cambi?"
Compare Di Postazione: "Dipende da chi c'è e chi da la disponibilità"
Mister Panzone Simpaticone (finge distacco e parla all'imberbe collega): "La disponibilità eh? A me piace sempre dare la disponibilità..."
Compare Di Postazione (aiuta a sistemare ridendo delle disgrazie altrui): "Abbiamo fatto colpo eh? Ma che fortuna!"
Ossimorosa (borbotta): "La disponibilità...tua sorella la disponibilità"
Esempio esplicativo.
Dove: festa che tutti chiamano ancora dell'unità ma che, secondo le nuove direttive, è del pd; io resto attaccata alle tradizioni perché a volte sono restia ai cambiamenti e mi cullo nella tradizione bevendo vinello con gli alpini.
Come: panchetta traballante fuori da postazione fissa dove sverno dalle 20 a mezzanotte circa, di fronte il baracchino tentatore di frittelle e crepes, accanto lo stand di quell'abnorme spreco di soldi che in tanti decantano ma che in soldoni è pur sempre un raccatta-polvere.
Quando: ieri sera.
Chi: io, compari di postazione, venditori di raccatta-polvere e flusso di amena umanità; in particolare spicca tra i venditori la giovane promessa del convicimento dal sorriso facile e dalla verve d'osteria, per gli amici Mister Panzone Simpaticone.
Perché: pare ci sia sempre un perché anche se a volte è sfuggente, certo è che la mente ristretta di certe battute ammiccanti e boccaccesche alla vanzina mi perplime ogni volta di più.
Scena prima: io e compari arriviamo, parcheggiamo il mezzo e apriamo la postazione. Sono impegnata a fissare le cerniere del tendone quando un'ombra minacciosa oscura l'orizzonte.
Mister Panzone Simpaticone: "Complimenti!"
Ossimorosa (porcona con discrezione perché i velcri si sono del tutto incastrati): "?!?"
Mister Panzone Simpaticone (cerca di trattenere l'anguria che ha sul davanti erigendosi in tutta la sua massiccia altezza): "Dopo vengo a farmi un giro qui, la situazione pare interessante"
Ossimorosa (continua a porconare sottovoce): "Zeus dammi la forza"
Scena seconda: coppia fashion, lui dal capello leccato lei dai tacchi a spillo (perché i tacchi a spillo in mezzo alla ghiaia di una festa popolare, perché diobono, perché?), si avvicina con passo dondolante e dolorante.
Mister Panzone Simpaticone (occhiolino e gomitata all'imberbe collega): "Guarda guarda, arriva una fata! Fermi che ho la bacchetta magica"
Tacchi A Spillo: "Hihihi"
Capello Leccato: "Uh?"
Mister Panzone Simpaticone (assume aria professionale ma continua ad alludere): "Un bel regalo alla meravigliosa creatura, vi dimostro come si fa a farlo funzionare..."
Tacchi A Spillo: "Hai sentito tesoruccio? Che galante! Hihih"
Capello Leccato (si allontana inesorabile richiamato dal profumo di frittelle): "Uh!"
Scena terza: seduta sulla panchetta in discesa, osservo l'andirivieni con gli occhi saputi di chi digerisce un piatto di casoncelli e uno di verdure grigliate. Il peperone mi sussurra dolcemente.
Mister Panzone Simpaticone (parla con l'imberbe collega a voce troppo alta per una discussione privata): "Ah che mal di schiena, mi ci vorrebbe proprio una controllatina!"
Ossimorosa (sbadiglia e si rivolge al compare di postazione): "Che ora è?"
Mister Panzone Simpaticone (facendo il verso): "Ah che stanchezza stasera"
Compare Di Postazione (prende lievemente per il culo sogghignando): "Mi sa che parla con te"
Ossimorosa: "E' giunta l'ora di andare al bagno"
Scena quarta: la gente se ne va alla chetichella, la musica si abbassa, nessuno gira più con pane e salamina in mano, ci prepariamo a chiudere la postazione e tornare a casa.
Mister Panzone Simpaticone (parla con l'imberbe collega ancora a voce troppo alta): "Eh peccato che si chiude già, la notte è piccola e la si può sfruttare in mille modi..."
Imberbe Collega (smanetta al cellulare): "Mrgh"
Mister Panzone Simpaticone: "Ma questi qui a lato cambiano tutte le sere, chissà se torna qualcuno che c'è già stato. Ehi! (rivolgendosi al compare di postazione) come vi organizzate nei cambi?"
Compare Di Postazione: "Dipende da chi c'è e chi da la disponibilità"
Mister Panzone Simpaticone (finge distacco e parla all'imberbe collega): "La disponibilità eh? A me piace sempre dare la disponibilità..."
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lavato, stirato, piegato e riposto in:vita vissuta
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